ROMA - L'apertura di Aldo Moro al Pci suscitò inopportune prese di posizione da parte degli Stati Uniti: lo rivelò Giulio Andreotti in una intervista all'Ansa sinora rimasta inedita e visibile sul sito Ansa.it. 'Quando Moro e Rumor ebbero quella specie di preventiva lavata di testa nel loro viaggio a Washington, questo fu inopportuno. Forse era stata presa in considerazione qualche ipotesi dei loro servizi qui a Roma del tutto priva di fondamento', spiegò il senatore a vita, invitando a mettere nel dimenticatoio certe vicende: 'c'é da guadagnare per tuttì. Il riferimento è a un viaggio dello statista democristiano in Usa nel 1974 quando, secondo alcune fonti tra le quali la moglie Eleonora, subì delle vere e proprie minacce dall'allora segretario di Stato Usa, Henry Kissinger. Al suo ritorno, Moro rimase a lungo fuori dalla scena politica, ufficialmente per una malattia. Poi tornò in scena, per guidare la DC verso il compromesso storico con il Partito comunista di Enrico Berlinguer, che si realizzò solo all'indomani della sua morte, con Andreotti che divenne premier. Sul finire del 1977 lo statista democristiano confidò proprio al senatore a vita scomparso oggi di avere la sensazione che in Italia 'fossero in azione agenti provocatori stranieri che volevano far saltare l'equilibrio politico del Paesé. 'Non avevo degli elementi anche io - sottolinea Andreotti nell'intervista - certamente la situazione internazionale era molto tesa, piena di diffidenze. In essa si infiltravano anche elementi 'strani': pensavano di scrivere qualcosa di storico e sono finiti nel dimenticatoio totalé.
martedì 21 aprile 2020
Andreotti: 'Quando Moro fu aggredito da Kissinger
ROMA - L'apertura di Aldo Moro al Pci suscitò inopportune prese di posizione da parte degli Stati Uniti: lo rivelò Giulio Andreotti in una intervista all'Ansa sinora rimasta inedita e visibile sul sito Ansa.it. 'Quando Moro e Rumor ebbero quella specie di preventiva lavata di testa nel loro viaggio a Washington, questo fu inopportuno. Forse era stata presa in considerazione qualche ipotesi dei loro servizi qui a Roma del tutto priva di fondamento', spiegò il senatore a vita, invitando a mettere nel dimenticatoio certe vicende: 'c'é da guadagnare per tuttì. Il riferimento è a un viaggio dello statista democristiano in Usa nel 1974 quando, secondo alcune fonti tra le quali la moglie Eleonora, subì delle vere e proprie minacce dall'allora segretario di Stato Usa, Henry Kissinger. Al suo ritorno, Moro rimase a lungo fuori dalla scena politica, ufficialmente per una malattia. Poi tornò in scena, per guidare la DC verso il compromesso storico con il Partito comunista di Enrico Berlinguer, che si realizzò solo all'indomani della sua morte, con Andreotti che divenne premier. Sul finire del 1977 lo statista democristiano confidò proprio al senatore a vita scomparso oggi di avere la sensazione che in Italia 'fossero in azione agenti provocatori stranieri che volevano far saltare l'equilibrio politico del Paesé. 'Non avevo degli elementi anche io - sottolinea Andreotti nell'intervista - certamente la situazione internazionale era molto tesa, piena di diffidenze. In essa si infiltravano anche elementi 'strani': pensavano di scrivere qualcosa di storico e sono finiti nel dimenticatoio totalé.
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